Attraverso le teorie più recenti abbiamo cercato di ricostruire grossomodo, quello che doveva essere il territorio fra III e II sec a.C., concentrando l’attenzione sulla linea di riva, il percorso dell’Arno e del Serchio, l’individuazione delle zone lacustri, dati derivanti dall’unione interdisciplinare fra archeologia e geomorfologia, connubio che ha prodotto una maggiore conoscenza della condizioni ambientali nelle quali s’inserivano i contesti abitativi antichi.


La conoscenza di questi fattori è fondamentale per aver una giusta comprensione di come, in una determinata epoca, il territorio poteva essere usato, difeso e invaso e la contestualizzazione geografica dei rinvenimenti archeologici, è essenziale per capire la natura e la funzione di un sito.


La ricostruzione del paesaggio antico è stata fatta sulla base dei dati tratti dai telerilevamenti e dalle foto aeree, integrati con una ricca documentazione storica-letteraria; succesivamente questi dati sono stati rielaborati con il GIS., che ha permesso di sovrapporre alla cartografia moderna la situazione antica, aumentando ulteriormente il significato dell'ubicazione degli insediamenti.

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